lunedì 28 maggio 2012

"Cane e padrone", Thomas Mann


"Per quanto riguarda la mia persona ammetto che la contemplazione dell'acqua, in qualsiasi forma e figura, significa di gran lunga la più immediata e la più insistente specie di piacere naturale, anzi, la vera concentrazione, il vero oblio di se stessi, il giusto riscatto della propria esistenza limitata, nella generale, mi è concesso solo contemplando l'acqua. Può trasportarmi, per esempio, quella del mare calmo frangentesi rumoroso, in uno stato di tale profondo delirio organico, di tale assenza di me stesso, che ogni sensazione di tempo mi va perduta e la noia diventa un concetto futile, passando le ore in simile legame e compagnia, come minuti. Ma pure chinato sulla spalletta d'una passerella che porti su un rivo potrei restare quanto voleste, perduto nello spettacolo dello scorrere, del vorticare e del fluire, e senza che quell'altro scorrere in me e intorno a me, il passare frettoloso del tempo, riesca ad incutermi timore o impazienza."