lunedì 23 settembre 2013

A SCUOLA SI BEVE ACQUA DI RUBINETTO

L’amministrazione comunale di Pollenza, in provincia di Macerata, ha lanciato la campagna “Acqua del rubinetto a scuola”. E non è l’unico caso. Stanno aumentando le iniziative per promuovere l’uso dell’acqua del rubinetto. 
Il perché è logico, semplice ma mai banale: fa bene all’ambiente, alle tasche, e anche alla salute.  Secondo una nuova ricerca condotta da un gruppo di medici svizzeri, è mediamente più sicura per la salute di quella in bottiglia.


Nelle 4 mense delle scuole di Pollenza, (per un totale di oltre 33mila pasti all’anno), da ora in poi,  si berrà acqua proveniente dall’acquedotto. L’iniziativa del Comune permetterà di risparmiare ben 50mila bottiglie di plastica all’anno, pari a circa 1.5 tonnellate. Una carta vincente nel percorso di riduzione dei rifiuti intrapreso dall’amministrazione, e un ottimo spunto per educare i più giovani rispetto a un bene comune tanto prezioso e alla sostenibilità ambientale. Il circolo è virtuoso: più persone bevono acqua da casa, più le amministrazioni saranno stimolate a mantenere alti gli standard dei controlli e della qualità. Il caso di Pollenza non è unico: sono sempre di più gli istituti scolastici che decidono di abolire l'acqua in bottiglia dalle proprie mense e proporre quella a km zero.

DALLA BOTTIGLIA AL RUBINETTO - Gli italiani sono i più grandi consumatori europei d’acqua in bottiglia, con una media di 188 litri di acqua imbottigliata procapite consumata nel 2011. Qualcosa sta cambiando. A iniziative e campagne contro lo spreco dell’acqua, si aggiungono sempre più quelle che promuovono il suo utilizzo numero uno: berla, e dal rubinetto. Riscoprire il valore dell’acqua di casa come fonte buona e sostenibile. Proprio ieri è uscito «In buone acque», il nuovo dossier di Hera –azienda leader nei servizi idrici, ambientali e energetici - sulla qualità dell’acqua potabile distribuita a oltre 3 milioni di cittadini, sottoposta a 900 analisi al giorno.Scaricabile online distribuito nelle scuole che collaborano con la multiservizi nei progetti di educazione ambientale, mira a informare e sensibilizzare le famiglie all’uso di acqua del rubinetto. Dal 2005 al 2012 la percentuale di cittadini che la beve è cresciuta, passando dal 47al 54 percento. Nella ricerca svolta dall'azienda, il 33 percento degli intervistati beveva solo acqua del rubinetto nel 2012, mentre il 21 percento l’accompagnava alla minerale. I vantaggi di bere l’acqua di casa sono sicuramente ambientali: come fa notare Acqua Italia(federata ad Anima - Confindustria), un kg di Pet (25 bottiglie da 1,5 litri) consuma 2 kg si petrolio e 17,5 litri d'acqua e rilascia poi nell'atmosfera 40g di idrocarburi, 25g di ossidi di zolfo, 20g di ossidi d'azoto, 18g di monossido di carbonio, 2,3 kg di anidride carbonica, gas responsabile dell'effetto serra. I vantaggi sono anche economici: secondo Hera, nel 2012 il costo di 1.000 litri d'acqua del rubinetto è stato di 1,62 euro, mentre l'equivalente quantitativo d'acqua in bottiglia è costato 300 euro: in media l’acqua del rubinetto costa dalle 300 alle 1.000 volte meno di quella in bottiglia . Infine, a beneficiarne è anche la salute.

TUTTA SALUTE! - Una nuova ricerca scientifica realizzata da un gruppo di medici svizzeri ha ravvivato le preoccupazioni riguardo alla qualità dell’acqua in bottiglia, dimostrando come bere quella del rubinetto sia più sicuro dal punto di vista della salute. Lo studio, realizzato da Médecins en faveur de l’Environnement e Pingwin Planet, ha testato l’acqua di dieci grandi marche, rilevando che una bottiglia su due era contaminata. Due in particolare risultavano pesantemente contaminate: secondo i medici, l’acqua delle bottiglie di Badoit (prodotta da Danone) conteneva 16,299 nanogrammi per litro di idrossitoluene butilato, un additivo alimentare (siglato E321), in quantità oltre tre volte superiore a quella consentita dalla legislazione svizzera. Sorprendentemente, è risultata l’acqua in bottiglie di vetro a ottenere i punteggi peggiori, un fatto che potrebbe essere spiegato dai residui del processo di riciclaggio. Le conclusioni dello studio sono state contestate dall’industria dell’acqua in bottiglia, ma confermano altre ricerche analoghe condotte in precedenza sia in Svizzera che in altri Paesi: l’acqua del rubinetto è generalmente più pura e sottoposta a controlli più rigorosi di quella in bottiglia. Finalmente, un bene di tutti che fa bene a tutto.

Fonte: Corriere della Sera